AssoNuoto sostiene “Piscine Italiane Unite”

PREMESSO CHE

Lo sport è salute, e rappresenta un grande risparmio di spesa sanitaria per lo Stato. Ed è quindi necessario dare il via ad una campagna sostenuta da pareri autorevoli per rimarcare l’importanza dello sport per non ammalarsi.
Lo sport aumenta le difese immunitarie = non ci fa ammalare.

Gli impianti natatori sono e devono essere considerati elementi vitali della società, decisamente più sicuri di parchi e stabilimenti balneari nel rispetto delle opere di sanificazione da effettuare e garantire. Se le società sportive sono in crisi diventa difficile sostenere anche l’attività sportiva.

Le Piscine offrono un ineguagliabile servizio sociale per la collettività e danno da lavorare ad almeno 180.000 dipendenti e collaboratori ‐una forza lavoro ignorata‐ da cui dipendono altrettante famiglie

La chiusura attuale delle Piscine, se protratta, impedirà all’indotto – le società sportive da un lato e dall’altro le imprese della filiera che contano 4.420 aziende con più di 70.000 occupati ‐ di ripartire, con il 65% delle imprese a rischio di fallimento e il definitivo di almeno 1.600 associazioni sportive

Complessivamente i centri acquatico‐natatori esprimono questi numeri

270.000 addetti ai lavori (409.000 con quelli delle palestre),
Oltre 4.900 piscine pubbliche
Oltre 4.600 società sportive operanti nelle piscine
3.250 società di gestione, per il 98% no profit e con marginalità ridottissime
37 milioni di Italiani vengono accolti in estate nei centri acquatici
2,4 miliardi di Euro di volume d’affari (con i ricavi delle palestre il volume totale è di 4,7 miliardi)

Se vogliamo che le gestioni possano ripartire è fondamentale intervenire in modo deciso e con forza, ed è quindi NECESSARIO, per la fase di EMERGENZA:
– Garantire immediatamente la liquidità necessaria per affrontare l’emergenza e il post emergenza.
– Agevolare l’accesso al credito.
– Rinegoziare mutui e leasing per un periodo più lungo di quello inserito nel decreto di marzo
– Prevedere una moratoria per le utenze e per i canoni d’affitto.
– Rivedere da parte della Amministrazioni Locali le convenzioni in sinergia con le società.
– Rivedere le tariffe dell’acqua uniformandole per servizio pubblico
– Prevedere aliquote iva ridotte per le attività sportive e motorie.
– Allargare il credito d’imposta.
– Aumentare fino a 300 milioni le indennità ai collaboratori sportivi rispetto ai 50 milioni inseriti nel decreto di marzo dovrebbero diventare 300.
– Creare un voucher per i clienti da poter utilizzare nei prossimi 12 mesi in modo da evitare i rimborsi che causerebbero ulteriori problemi di liquidità.
– Comunicazione unitaria condivisa per tutti gli impianti sportivi.
– Detrazioni fiscali per chi fa sport.

per la fase della RIPARTENZA sono NECESSARI altri interventi che indicheremo

A questa campagna, in rappresentanza di oltre 1.100 centri natatori/acquatici e 377 Imprese della filiera aderiscono:
ANIF
Acquanetwork,
Assopiscine,
Assonuoto,
FNI,
ASI,
ACSI,
Polo della Salute,
EAA,
Happy Aquatics & Wellness.

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